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IMPROVVISAZIONE TEATRALE

cos'è:

Quando si parla di improvvisazione teatrale bisogna subito chiarire la differenza tra questa e l’improvvisazione solitamente nota,

ossia con il mezzo che viene usato dall’attore per raggiungere determinate intenzioni, emozioni o personaggi facendo muovere la propria spontaneità. In questo senso l’improvvisazione è una fase, già studiata da grandi pedagoghi e registi soprattutto nel 900 come Stanislavskij, Grotowski o Coupeau, del processo di preparazione di una rappresentazione.

Per improvvisazione teatrale s’intende invece quella vasta gamma di spettacoli teatrali, sviluppatisi nel secondo '900 grazie al lavoro di alcune figure fondamentali come Viola Spolin, Keith Johnstone, Robert Gravel, Del Close, in cui sia del tutto o quasi interamente assente un testo scritto su cui gli attori si basino per le loro interpretazioni.

In sostanza quindi l’attore diventa anche autore dello spettacolo nel suo farsi. È poi comune, in quasi tutte le tipologie assai disparate di questi spettacoli, che sia assente una figura registica, per cui uno spettacolo di improvvisazione teatrale si può definire come uno spettacolo di cui si è contemporaneamente autori, registi e attori.

Il fascino indubbio che l’improvvisazione teatrale esercita sull’attore e sullo spettatore deriva dalla contemporaneità tra nascita dell’evento artistico e il godimento dello stesso, dalla consapevolezza della partecipazione a un evento creativo unico e non ripetibile, basato su codici di lavoro e di linguaggio comuni.

L'associazione di punta in Italia, col maggior numero di iscritti e di spettacoli di Improvvisazione Teatrale è IMPROTEATRO, con sede a Bologna, e vanta decine di compagnie teatrali affiliate – tra cui la nostra Accademia dei Riuniti di Umbertide.







un po' di storia:

Le origini delle moderne forme di Improvvisazione Teatrale nascono dall'ispirazione e dal lavoro

di autori come Keith Johnstone (Impro, 1981): inglese, ma attivo poi soprattutto in Canada, Johnstone viene impiegato al Royal Court Theatre di Londra nel ruolo di drammaturgo/lettore/animatore/pedagogo nel decennio 1956/66.

Lì comincia a sviluppare le sue tecniche, e le fa confluire presto nella fondazione di due compagnie di improvvisatori, il Theatre Machine prima e il Loose Moose Theatre dopo.

In seguito brevetterà dei veri e propri format, il Theatresport, il Gorilla Theatre, il Miceto Impro, The Life Game.


Sono tutte forme di competizione tra squadre o singoli attori, ma anche registi, come nel Micetro, che sta per Maestro, nelle quali il pubblico è chiamato ad assegnare un punteggio e in generale a partecipare attivamente all'invenzione dell'evento. Questi format si diffonderanno nel mondo parallelamente a quello del Match d'Improvvisazione di Robert Gravel e Yvon Leduc, nato nel Canada francofono, forse più semplice nella struttura ma altrettanto diretto e popolare (i Match nascono nel 1977, ma sul primato del Theatresport sui Match la polemica dovrebbe essere ancora accesa...).

 Il Match diviene in breve lo spettacolo più rappresentato al mondo; nel 1989 viene introdotto in Italia e diventa ben presto un fenomeno nazionale diffuso in molte città a partire da Bologna, Firenze e Milano. In breve nascono compagnie ed associazioni che promuovono la formazione, la diffusione e l'organizzazione di spettacoli e raduni in tutta Italia. Dopo qualche anno il Match di Improvvisazione Teatrale diventa il format col maggiore numero di repliche ogni anno in Italia.

Attualmente i più di 60 spettacoli di improvvisazione teatrale presenti al mondo sono divisi in due macro categorie: short form  (o forme eterogenee) e long form (o forme omogenee).  Le prime sono spettacoli composti da brevi improvvisazioni che non presentano legami fra loro se non di cornice esterna (esempi sono il Theatersports e l’italiano IMPRO’®), mentre le long form sono composte o da brevi improvvisazioni correlate fra loro da uno o più informazioni (come Harold), oppure un'unica improvvisazione di lunga durata.